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Progetto "Cataratta"
per uno sguardo diverso sui mondi della vecchiaia

Premessa:

I vecchi dovrebbero essere esploratori.”
T.S.Eliot

Invecchiare non è un accidente. E’ una necessità della condizione umana: ed è l’anima a volerlo. L’invecchiamento è inscritto nella nostra fisiologia; eppure, il fatto che la vita umana duri a lungo dopo l’età feconda e ben oltre il periodo di funzionalità dei muscoli e di acuità dei sensi ci rende perplessi. Per questo motivo si sente il bisogno di idee immaginative capaci di aggraziare il diventare vecchi e di parlare alla vecchiaia con l’intelligenza che essa si merita.
J. Hillman

Invecchiare è un processo normale, individuale e complesso che interessa tutto il mondo vivente. Per spiegare la vecchiaia ci si rivolge solitamente alla biologia, alla genetica e alla fisiologia geriatrica. Ma queste sono soltanto modi per descrivere il corpo. La vecchiaia è mediata dalle storie che si raccontano su di lei. La biologia racconta una storia, la psicologia un’altra. La biologia considera l’invecchiamento un processo che porta all’inutilità. Ma se invece provassimo a considerare la vecchiaia una struttura, invece che un processo, una struttura che possiede una sua natura essenziale?

 

Informazioni dettagliate: 

il progetto:

Le idee che abbiamo sulla vecchiaia hanno bisogno di essere sostituite. Più a lungo rimaniamo attaccati a idee logore, più queste ci influenzano negativamente agendo come patologie. La patologia principale della vecchiaia è l’idea che ne abbiamo.
L’assistenza, ancor più che il trattamento, rappresenta per l’anziano fragile l’espressione della cura che maggiormente influenza sia la sua soddisfazione che i risultati di salute. Gli infermieri sono impegnati nella costruzione della relazione d’aiuto con gli anziani e le loro famiglie nel perseguimento di un obiettivo condiviso di salute comune. Ma c’è bisogno di lenti nuove per mettere a fuoco i problemi che vengono posti, lenti che permettano visioni diverse, libere dalle convenzioni che impediscono alla nostra mente di compiere interessanti “trasgressioni”. Ciò non significa tralasciare sicurezza, evidenze, scientificità ma riuscire a leggere gli eventi dell’invecchiare con coinvolgimento e curiosità esplorandone i significati e l’importanza.

Gli obiettivi e gli strumenti :

Il progetto si propone la costruzione di uno spazio di confronto sugli aspetti dell’assistere le persone anziane fragili e le loro famiglie, con particolare attenzione al tema della demenza.
I corsi saranno, come sempre, occasione di incontro e confronto…ma non solo. Attraverso la partecipazione attiva dei colleghi sarà possibile tracciare percorsi sui quali sperimentarsi nell’offrire risposte diverse ai problemi che portano gli anziani e le loro famiglie.

Scarica il manifesto del progetto
E’ disponibile per la divulgazione il file pdf del manifesto del progetto

Corsi relativi

I corsi hanno la durata di un giorno. Possono essere frequentati singolarmente o secondo la personale scelta dell’interessato.

La fatica della demenza: incontrare la persona nel suo mondo
Cullando, cullando: la terapia delle bambole (2014)
Attenzione…non è demenza: è delirium! (2014)

 

Video correlati

Il video è del gruppo musicale britannico The Zimmers. Scopo della formazione del gruppo era quello di dare letteralmente voce al senso di isolamento e prigionia di cui le persone anziane spesso soffrono. I membri del gruppo, infatti, sono tutti persone dall’età media che si avvicina ai 70 anni, e spesso li supera abbondantemente, come nel caso del novantenne cantante Alf Carretta. Il nome "The Zimmers" deriva da zimmer frame, il nome usato nel Regno Unito per indicare il deambulatore, strumento che serve alle persone anziane o disabili per sostenersi mentre camminano. The Zimmers hanno prodotto come singolo una cover del brano del complesso The Who “My Generation”. Sulla copertina del CD il logo del gruppo è stato disegnato a imitazione del logo dei Beatles, mentre l’immagine sottostante rappresenta quattro anziani che camminano in fila indiana, a parodia della celeberrima immagine di copertina dell’album Abbey Road.


 


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