Nome utente
Password  
Accedi     
 

Il senso di Groucho

Premessa:

La più recente letteratura ha dimostrato come il raggiungimento di elevati livelli di performances dipenda per il 66% dall’intelligenza emotiva e per il 33% dall’intelligenza classica e dagli skill tecnici.

Tuttavia la cultura occidentale ha da sempre manifestato un difficile rapporto con le emozioni, con ricadute negative soprattutto sull’attività manageriale.

In ambito sanitario, a partire dagli anni ’90, il progetto di riforma implementato si è prevalentemente orientato all’efficienza ed all’efficacia economico-amministrativa. Solo negli ultimi anni, si è sviluppata l’attenzione ad una “eccellenza organizzativa” che tiene in considerazione i bisogni, i valori, le aspettative degli individui per perseguirne la soddisfazione organizzativa.

Tale eccellenza, per essere raggiunta, e consolidata richiede motivazione, coinvolgimento e senso di appartenenza delle persone. Questi criteri sono perseguibili solo se, contestualmente all’aspetto tecnico, si tiene conto delle relazioni, dei valori, delle emozioni e del clima che permea l’intera organizzazione.

Da un punto di vista organizzativo, gestire le risorse umane significa anche “ comprendere il sistema dei valori, gli schemi di attribuzione di significato, le potenzialità individuali, gli indicatori di soddisfazione, le spinte di miglioramento, la domanda di valorizzazione e l’attitudine alla collaborazione, in un contesto organizzativo che si fonda su un principio tanto ovvio quanto sottovalutato: ogni individuo arriva, ogni giorno, sul posto di lavoro ’intero’. Non sono soltanto carne, occhi e mani i fattori che contribuiscono a determinare il successo (o l’insuccesso) di un’organizzazione, ma anche, e forse soprattutto, emozioni e sentimenti”. (Ballabio – Simeoni 2005)




Profili degli stili umoristici: 


Consulta la pagina dei profili degli stili umoristici

Scarica Approfondimento tratto dal testo di R.Cerritelli - La terapia dell’umorismo. Torino: Carrocci Faber - 2013


Informazioni dettagliate: 

il progetto:

La sfera dei sentimenti considerata, da sempre, nella cultura organizzativa un aspetto trascurabile e secondario rispetto a quello relazionale e tecnicistico, diviene oggi ambito importante di approfondimento, necessario non solo per determinare il successo delle relazioni inter-personali, ma anche per la buona riuscita delle performances professionali.

La competenza emotiva - sentimentale, intesa come capacità di riconoscere e gestire le emozioni, viene considerata dai più aggiornati studi di management come una delle competenze fondamentali ed indispensabili che il personale deve possedere, ai diversi livelli di responsabilità, per assicurare processi di miglioramento della Qualità Organizzativa.

La competenza emotiva in questo senso diviene, pertanto, il fondamento stesso di ogni altra competenza.

“ Accanto a una dimensione fondata sulla razionalità e sulle competenze logico-razionali vi è una logica affettiva, un sentire intelligente o un’intelligenza del cuore, o un sapere dell’anima che, nell’apparente antitesi dei termini, cerca di rendere significativo l’inscindibile legame tra razionalità e vita affettiva. Coltivare la vita emotiva diventa così fonte di saggezza”. (Iori 2009)

In questo modo l’apprendimento della competenza emotiva volta a generare sentimenti positivi nelle persone, contribuisce, oltre che al miglioramento della loro salute e del loro benessere, alla produzione di eccellenza nelle organizzazioni (arte del management delle emozioni e dei sentimenti).

Gruppo di progetto:

  • Chiara Boggio Gilot: area formazione – referente CESPI
  • Daniela Ballardini: area organizzazione – collaboratore CESPI
  • Matteo Andreone: esperto nel campo dell’intelligenza umoristica – membro dell’International Society for Humor Studies
  • Rino Cerritelli: esperto nel campo dell’intelligenza umoristica – membro dell’International Society for Humor Studies

Obiettivo:

Promuovere ed elaborare percorsi di studio e di ricerca atti a sviluppare, nell’ambito lavorativo, la “competenza emotiva” quale fattore indispensabile per gestire efficacemente i vissuti emotivi che permeano ogni aspetto della vita organizzativa.

Metodologia

Il gruppo di progetto si propone di rielaborare e riadattare, mediante l’approccio andragogico, il documento OMS “Sviluppo e diffusione della life skills education: una visione di insieme” (OMS – Ginevra 1994) per permetterne l’applicazione in ambito organizzativo sanitario.

Il documento identifica 10 abilità della vita quotidiana:

  • Decision making (capacità di prendere decisioni)
  • Problem solving (capacità di risolvere i problemi)
  • Pensiero creativo
  • Pensiero critico
  • Comunicazione efficace
  • Capacità di relazioni interpersonali
  • Gestione delle emozioni
  • Empatia
  • Consapevolezza di sé
  • Gestione dello stress

Queste 10 abilità vengono raggruppate in 3 aree di competenze:

  • Emotive: gestione delle emozioni, autoconsapevolezza, gestione dello stress;
  • Cognitive: risoluzione di problemi, capacità di prendere decisioni, senso critico, creatività;
  • Sociali: empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci.

Si tratta di competenze che si acquisiscono attraverso l’apprendimento e l’allenamento (coaching). Acquisire ed applicare in modo efficace i life skills può influenzare il modo in cui ci sentiamo rispetto a noi stessi e agli altri ed il modo in cui siamo percepiti dagli altri.

“I life skills rendono la persona capace di trasformare le conoscenze, gli atteggiamenti ed i valori, in reali capacità, e cioè sapere cosa fare e come farlo”.

La metodologia adottata prevede:

  • attivazione di percorsi di studio
  • attivazione di corsi di formazione e laboratori ad hoc
  • attività di ricerca con coinvolgimento dell’Università
  • creazione di una biblioteca virtuale
  • creazione di uno spazio di confronto interattivo

Strumenti

Oltre agli strumenti propri della formazione e dell’apprendimento dell’adulto sarà dato ampio spazio all’umorismo inteso come “opportunità comunicativa e relazionale in contesti rilevanti come quello aziendale” (Forabosco 2012)

Saper utilizzare l’umorismo per avere successo nel proprio lavoro, richiede abilità diverse e complesse.

La differenza tra manager che praticano l’umorismo e manager che non lo praticano (o lo utilizzano male) è spesso impressionante: gestire, pianificare, negoziare, prendere decisioni … sono attività che diventano molto più semplici quando le persone con cui ci si confronta sono positivamente influenzate a nostro favore. E l’uso appropriato dell’umorismo è un fattore determinante per realizzare questa benefica influenza. (Andreone, Cerritelli, 2012)

 

Scarica il manifesto del progetto
E’ disponibile per la divulgazione il file pdf del manifesto del progetto

Corsi relativi (collegamento con i corsi ancora da svolgere )


LA DE-FORMAZIONE: UNO STRUMENTO PER L’APPROPRIATEZZA ORGANIZZATIVA


IL PROCESSO DECISIONALE IN ORGANIZZAZIONE... UNA COSA ANCHE DA RIDERE
 
LABORATORIO DI HUMOR TERAPIA - SVILUPPARE L’INTELLIGENZA UMORISTICA PER POTENZIARE L’INTELLIGENZA EMOTIVA
LABORATORIO DI HUMOR TERAPIA - LA DE-FORMAZIONE UMORISTICA PER LO SVILUPPO DELLE RISORSE UMANE

 

Video correlati

 

Allenare il pensiero umoristico: Disegno a mano libera 
per gentile concessione dell’autore
tratto da 
“M. ANDREONE – Lezioni di comicità. Dino Audino Editore 2013”

 


CESPI - Centro Studi Professioni Sanitarie    Via Andreis, 3   - 10152 Torino (TO)       Tel: +39 011.19.38.05.56   Fax: +39 011.19.38.05.57   P. Iva:   06501210014       |   Privacy